Il regime di solidarietą in materia fiscale nei contratti di appalto

APPALTI

08-02-2013

 Il regime di solidarietà in materia fiscale nei contratti di appalto di Alessandro Cantelmo, Lipani&Partners - Riproduzione riservata


L'articolo 13-ter, D.L. 22 giugno 2012, n. 83 - convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134 - ha sostituito il comma 28 dell'articolo 35, D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (quest'ultimo convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248), riguardante il regime di responsabilità in tema di versamento di somme all'erario nel caso di appalto di opere e di servizi, introducendo i commi 28, 28 bis e 28 ter. In particolare, il Legislatore ha previsto un regime di responsabilità solidale tra l'appaltatore ed il subappaltatore - nei limiti dell'ammontare del corrispettivo dovuto - con riferimento alle ritenute fiscali sul lavoro dipendente e all'IVA dovuta dal subappaltatore per le prestazioni effettuate nel rapporto di subappalto. Il regime giuridico previsto dalla novella legislativa non opera nel caso in cui l'appaltatore, acquisendo la relativa documentazione prima del versamento del corrispettivo, verifichi il corretto adempimento, da parte del subappaltatore, degli obblighi di nautra fiscale posti a carico di quest'ultimo. Ai sensi di legge, ai fini della verifica sopra menzionata, è previsto il rilascio di una attestazione dell'avvenuto adempimento degli obblighi previsti dalle disposizioni in commento mediante un'asseverazione resa da dottori e ragionieri commercialisti o da consulenti del lavoro. Inoltre, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate con Circolare n. 40 dell'8 ottobre 2012, in alternativa al rilascio della predetta documentazione l'appaltatore e il subappaltatore potranno rendere anche apposita autocertificazione, rilasciata ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. Il Legislatore ha, altresì, individuato il ruolo del committente, prevedendo che il pagamento da parte di quest'ultimo del corrispettivo dovuto all'appaltatore per l'esecuzione dell'appalto è subordinato all'esibizione della documentazione attestante il corretto adempimento degli obblighi sopra descritti da parte dell'appaltatore e degli eventuali subappaltatori. Inoltre, il committente potrà sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto nei confronti dell'appaltatore fino all'esibizione, da parte dello stesso, dei documenti sopra richiamati. Dal mancato rispetto di tali modalità di pagamento a carico del committente discendono specifiche sanzioni amministrative pecuniarie (da un minimo di Euro 5.000,00 ad un massimo di Euro 200.000,00). Riguardo all'ambito soggettivo di applicazione della norma, in sede di conversione del D.L. n. 83/2012 è stata introdotta l'esclusione delle stazioni appaltanti, segnatamente dei soggetti di cui all'articolo 3, comma 33, D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (cfr. comma 28-ter, art. 35, D.L. n. 223/2006). Malgrado la formulazione di tale ultima previsione presenti profili di scarsa chiarezza, sembra ormai potersi concludere nel senso che l'esclusione dei soggetti pubblici ivi menzionati non può valere a limitare l'applicazione del regime di responsabilità solidale nei riguardi dei soggetti titolari di posizioni giuridiche nell'ambito dei rapporti contrattuali sottostanti al contratto di appalto pubblico (vale a dire, l'appaltatore e gli eventuali subappaltatori). Pertanto, anche nel caso in cui il committente di un appalto pubblico non sia tenuto agli obblighi di verifica di cui alle disposizioni in commento, sussiste comunque la responsabilità solidale tra l'appaltatore e i suoi eventuali subappaltatori in relazione agli inadempimenti in materia fiscale. Un particolare cenno merita il tema della compatibilità delle disposizioni di cui ai commi 28, 28 bis e 28 ter del D.L. 4 luglio 2006, n. 223 in materia di responsabilità solidale, con gli obblighi di cui all'articolo 118, comma 3, del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 relativi alla trasmissione delle fatture quietanzate dai subappaltatori. In particolare, tale ultima disposizione prevede: "è fatto obbligo agli affidatari (gli appaltatori) di trasmettere, entro venti giorni dalla data di ciascun pagamento effettuato nei loro confronti, copia delle fatture quietanzate relative ai pagamenti da essi affidatari corrisposti al subappaltatore o cottimista, con l'indicazione delle ritenute di garanzia effettuate. Qualora gli affidatari non trasmettano le fatture quietanziate del subappaltatore o del cottimista entro il predetto termine, la stazione appaltante sospende il successivo pagamento a favore degli affidatari". Invero, l'obbligo sancito dalla richiamata norma sembra - almeno da un punto di vista operativo - incompatibile con la facoltà riconosciuta all'appaltatore di sospendere il pagamento dovuto al subappaltatore sino a quando quest'ultimo non abbia dimostrato il corretto adempimento ai propri obblighi di versamento delle ritenute fiscali, soprattutto ove si consideri che l'esercizio di detta facoltà è condizione necessaria per evitare di incorrere nel regime di responsabilità solidale. Sul punto si ritiene auspicabile, in difetto di un intervento normativo ad hoc, il consolidarsi di un indirizzo interpretativo univoco che possa consentire di superare la discrasia legislativa sopra evidenziata. La circolare interpretativa dell'Agenzia delle Entrate n. 40/2012 non ha, per ora, offerto alcuno spunto risolutivo

 



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  • DIRITTO24 08-02-2013