L'ambiente si fa largo nelle law firm italiane
13-06-2011

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Sempre più studi hanno esperti in diritto ambientale fuori dall'amministrativo.

 

Dall'energia alle operazioni di m&a, dall'alimentare al settore rifiuti, fino alle bonifiche. Le norme in materia ambientale condizionano sempre più l'attività delle imprese, investendo ogni settore dell'economia e della pubblica amministrazione. E sebbene ancora oggi in molti studi italiani il diritto dell'Ambiente sia ancora legato al dipartimento di amministrativo, la tendenza è quella di dedicare alla la pratica ambientale uno spazio autonomo. Di pari passo cresce l'interesse degli avvocati, costretti loro malgrado a confrontarsi con una materia normativamente complessa e intrisa di questioni tecniche, ma capace anche di stimolare la curiosità dei professionisti.

L'ambiente acquista un suo spazio negli studi.

«Come sempre, le grandi trasformazioni avvengono innanzitutto nella società, per poi essere raccolte dalla politica e finire nel diritto», spiega l'avvocato Francesco Arecco, che ad aprile ha fatto il proprio ingresso come senior associate nella sede milanese di Baker&Mckenzie per rafforzare il dipartimento «Environment, Regulatory and Planning». «È stato il caso del diritto del lavoro, le cui norme fino agli anni sessanta erano praticamente assenti dalla nostra legislazione. La stessa cosa, in tempi più recenti, è avvenuto con il diritto dell'ambiente: pian piano ci si è accorti dell'importanza di questo aspetto che oggi cambia le carte in tavola in tutte le grandi operazioni». I privati ricorrono all'avvocato esperto di diritto dell'ambiente principalmente in due casi: quando hanno un problema ambientale oppure quando hanno voglia di essere un passo avanti e vogliono prevenire o migliorare la propria situazione esistente. «L'esempio classico del primo tipo è quello di chi ha bisogno di un professionista legale per porre rimedio a un danno ambientale, come può essere uno sversamento di greggio in una raffineria o un problema di emissioni in atmosfera. In quel caso, l'avvocato si occupa di mettere in atto la procedura che va seguita, a partire dalla comunicazione alla p.a. che va fatta in tempi molto stretti. L'altro aspetto, quello anche più innovativo, deriva invece dalla possibilità di mettere in atto pratiche non obbligatorie ma volontarie per le cosiddette aziende «green», per esempio attraverso l'ottenimento di certificazioni e l'integrazione tra le fonti energetiche fossili e quelle rinnovabili». L'ausilio del legale è imprescindibile anche nelle attività di investimento, per esempio nei procedimenti finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, come termovalorizzatori o gassificatori. «Nell'ambito del piano dei rifiuti della città di Roma», racconta l'avvocato Luigi Mazzoncini dello studio Lipani & Partners, «stiamo seguendo un'operazione avviata da Acea e Ama finalizzata alla realizzazione di un impianto di gassificazione ad Albano, già autorizzato. Al riguardo, oltre alle attività di assistenza all'implementazione dell'operazione, stiamo anche prestando assistenza giudiziale, in un contenzioso che ha avuto inizio a seguito di resistenze da parte di cittadini e dei comuni della zona. Si tratta di uno di quei casi in cui il ruolo dell'avvocato risulta decisivo».

La finanza green ha bisogno di esperti.

Latham&Watkins assiste sia clienti industriali sia fondi di private equity coinvolti in operazioni di m&a, interessate in particolar modo ad accertare la conformità alla normativa ambientale dell'attività da acquisire. Nell'ultimo anno la law firm ha assistito, tra l'altro, Ambiente Arancione Cooperatief nella negoziazione per l'acquisizione di una quota pari al 20% del capitale sociale di Herambiente. «Un problema molto frequente», spiega Daniela Frascella, «è il controllo della possibilità di una contaminazione storica del sito sul quale sorge lo stabilimento che si intende acquisire, così come il controllo sulla sussistenza delle necessarie autorizzazioni per gli scarichi o per le emissioni in atmosfera ovvero sulla corretta gestione di rifiuti solidi e liquidi. Quindi una sostanziale conformità dell'attività svolta dalla società con la normativa ambientale». Tra le costanti per chi opera in questo settore c'è quella di dover fronteggiare questioni molto tecniche, come possono essere, per esempio, le tabelle di una valutazione di impatto ambientale. «L'attività in questo settore», dice l'avvocato Frascella, «è molto peculiare. Innanzitutto perché la normativa di riferimento è in continua evoluzione, e si assiste ad una stratificazione legislativa e regolamentare indubbiamente complessa; e ciò accade sia a livello nazionale che a livello regionale o provinciale. L'altra peculiarità è l'estremo tecnicismo della materia. Va rilevato che preferiamo sempre essere affiancati da un consulente tecnico. Quello che cerchiamo di fare è, infatti, far comprendere al cliente che se è vero che l'ausilio di questa risorsa comporta un costo aggiuntivo, è altrettanto indubbio che il consulente ambientale svolge un ruolo fondamentale. La nostra attività si intreccia e viene completata da quella del tecnico.»

Il tecnicismo è un expertise.

«Il fatto che la materia ambientale sia intrisa di valutazioni tecniche, ingegneristiche, ma anche economiche, è verissimo», conferma Luca Raffaello Perfetti, socio dal 2005 di Chiomenti, presente soprattutto col suo dipartimento di Diritto amministrativo nel settore delle bonifiche e in quello dei rifiuti. «Ma tutto questo non mi mette a disagio, ma anzi stimola la curiosità. Mi attengo a una regola aurea secondo cui tanto più la questione è complessa dal punto di vista tecnico, tanto più il professionista deve essere umile rispetto alla fattispecie, deve lavorarci, capirla. In questo ambito, tra l'altro, ci stiamo da poco occupando dell'area di un'operazione in corso a Milano Santa Giulia, partita da poco». Anche all'interno di Freshfields la materia ambientale è tuttora legata al dipartimento di Diritto amministrativo. «Operando nel diritto ambientale ogni giorno facciamo i conti con una normativa comunitaria sempre più stringente e, inoltre, con il fatto che in questa materia si opera spesso per decreti. Ma in estrema sintesi nel campo del diritto ambientale si trovano le difficoltà proprie di tutti i settori, e siamo abituati a conviverci», spiega Marcello Clarich, docente di diritto presso l'università Luiss di Roma e partner dello studio. Anna Romano, avvocato dello studio Satta&Associati e docente di Diritto dell'Ambiente presso la Facoltà di ingegneria di Roma3, sottolinea invece un altro elemento significativo dalla materia, ovvero la sua «fortissima conflittualità». «Questo avviene a tutti i livelli, per esempio riguardo ai rapporti tra Stato e Regioni, in materia di competenza ambientale, oppure tra pubbliche amministrazioni e imprese. Attualmente ci occupiamo molto di acque e abbiamo assistito diverse società del gruppo Acea in materia di servizio idrico integrato e relativo al sistema di tariffazione, svolgendo attività di consulenza e di difesa in giudizio in questioni di elevato valore economico e coinvolgenti importanti problemi di principio come i limiti alle competenze statali di regolazione del servizio idrico».



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